UN VIAGGIO AL CONTRARIO: DODO!

dodo-storia
Avete presente l’espressione “ai confini della realtà”?

Leggete questa breve storia.

Una notte di febbraio 2013, alcuni automobilisti videro una sagoma abbastanza strana sulla strada e probabilmente pensarono di avere le allucinazioni: c’era un vitello che avanzava lentamente nell’oscurità. Furono chiamati gli agenti della Polizia Municipale; questi si preoccuparono subito di evitare pericoli di incidenti e chiesero l’intervento del Servizio Veterinario dell’ASL per valutare cosa fare e dove portare l’animale. Gli agenti e il veterinario di reperibilità, non avendo mezzi di trasporto e disponibilità di spazi adeguati per ricoverare il vitello, lo fecero spostare e trasportare da chi aveva dimestichezza con questi animali: una persona che si occupa di macellazione.

Al vitello, che non aveva segni di identificazione (l’orecchino) e che, quindi, non avrebbe potuto essere macellato perché non registrato regolarmente, dopo una serie di accertamenti sanitari per verificare che non fosse portatore di malattie, sarebbe spettata una imminente soppressione e conseguente incenerimento.

La seconda parte della storia è, invece, questa: è intervenuta la nostra associazione, abbiamo

proposto al Servizio Veterinario di bloccare la pratica di soppressione ed al Sindaco, che ha deciso favorevolmente, di affidare il vitello a Vivi gli Animali perché ce ne occupassimo per sempre. Intanto, la cosa più importante (una piccola rivoluzione) e novità assoluta per questa realtà locale è che un animale ha compiuto la strada al contrario; un animale che avrebbe dovuto essere macellato o soppresso e mandato all’inceneritore, dal macello (dove è rimasto tre mesi e dove avrebbe dovuto morire) è stato fatto salire di nuovo su un camion, ma questa volta per andare a casa, per venire da noi, salvo e libero.

Avreste dovuto vedere Dodo quando è sceso dal camion ed è entrato nel cortile accanto alla nostra stalla: ha iniziato a correre velocissimo e saltare con tutte le quattro zampe contemporaneamente; si capiva che era felice, aveva capito di essere salvo. Certo, lo abbiamo già scritto, altri miliardi di animali di tante specie moriranno quest’anno, come tutti gli anni, quasi nell’indifferenza e nel silenzio degli umani. Dodo (gli abbiamo dato questo nome), però, no. E’ un esempio, un’altra dimostrazione, è una vita e non un numero. Una gioia immensa ed anche una responsabilità grande, certo. Ma Dodo c’è ed ognuno di noi potrà ricordare e dare un senso a questa “svolta”. La vita di Dodo è stata più che mai “nelle nostre mani”. E chi vorrà e potrà andare avanti, avrà anche questa storia, unica ed esemplare, per sentirsi un po’ più utile sulla strada di un cambiamento positivo della nostra società..




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